mercoledì 13 febbraio 2013

Le misure del 2012 per il credito alle PMI

Fonte: dal sito del Ministero per lo sviluppo economico

La disponibilità di credito è uno dei driver fondamentali per riavviare la crescita, la riduzione degli spread è stato e rimane un passaggio obbligato per allentare il credit crunch e restituire competitività alle imprese.

Il Governo si è adoperato per rendere possibile un’espansione delle risorse finanziarie a disposizione delle imprese:

  • Rifinanziato il Fondo Centrale di Garanzia per 1,2 miliardi (attivati 20 mld di finanziamenti garantiti) e accresciuto l’ambito di operatività (garanzia all’80% fino a 2,5 mln)
  • Misure per facilitare l’assorbimento dello scaduto della PA, attraverso il meccanismo di certificazione/ compensazione/anticipazione dei debiti scaduti della PA (con un primo plafond di circa 6 mld)
  • Recepita la Direttiva Europea sui ritardi di pagamento applicata a tutti i contratti firmati dal 1 gennaio 2013
  • Facilitato l’accesso diretto al mercato del debito per le società non quotate (cambiali finanziarie, obbligazioni, anche partecipative)
  • Possibilità per un’impresa in concordato preventivo di ottenere finanza interinale, autorizzata dal tribunale, in regime di pre-deducibilità
  • Esteso il pagamento dell’Iva per cassa a una più ampia platea di imprese

“Abbiamo accumulato per anni un problema senza guardarlo in faccia, sperando che la cosa si risolvesse da sola – ha affermato il ministro Corrado Passera nel corso di un convegno sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali organizzato da Assolombarda e Confindustria - L' Italia può crescere, ma bisogna aggiustare le cose che non vanno e non possiamo piu' permetterci di trovare soluzioni comode per il breve periodo ma insostenibili per il lungo. Quello del debito scaduto non e' – ha proseguito il Ministro - solo un problema di rapporti con la P.A., ma e' purtroppo diventata un' abitudine estremamente diffusa anche tra privati. La risoluzione di questo problema e' una responsabilità che dobbiamo prenderci - ha aggiunto -, soprattutto perchè a soffrire maggiormente di questa situazione sono le piccole imprese. Pensiamo quale sospiro di sollievo avrebbero potendo contare su 100 miliardi in più”.

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