Il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, ha presentato le nuove norme europee sulla sicurezza dei prodotti, la tracciabilità e l'efficacia dei controlli sul mercato.
Le nuove norme introducono l'obbligo di indicare la denominazione dell'origine geografica del prodotto per tutti i non-food, dando così maggiore tutela a marchi come il “made in Italy”.
Il nuovo regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo mira, nella proposta della Commissione, a chiarire il quadro normativo per questi prodotti, per poter affrontare le sfide del mercato globalizzato. La proposta tiene conto dell'evoluzione normativa avvenuta negli ultimi dieci anni nell'Unione.
Il principio fondamentale per cui tutti i prodotti immessi sul mercato devono essere sicuri è mantenuto, ma il nuovo testo dà più rilievo all’indicazione dell’origine e alla tracciabilità dei prodotti e semplifica notevolmente le procedure per sviluppare nuovi standard o aggiornare quelli esistenti, ampliandone la rilevanza per la sicurezza dei prodotti di consumo.
Le proposte adottate consentiranno un coordinamento migliore del controllo dei prodotti e dell’applicazione delle norme di sicurezza da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea. Inoltre, la normativa sui prodotti di consumo diventerà più chiara e più incisiva.
Questo perché:
•diventa più facile ritirare prodotti pericolosi dal mercato in tutta la Ue, in modo tempestivo e coerente, quando necessario;
•le norme generali di vigilanza di mercato e sicurezza dei consumatori vengono uniformate per tutti i prodotti di consumo,
•si chiariscono le responsabilità dei fabbricanti, degli importatori e dei distributori;
•migliora la tracciabilità dei prodotti di consumo lungo tutta la catena di approvvigionamento, consentendo una risposta rapida ed efficace ai problemi di sicurezza (per esempio, richiami di prodotti);
•in caso di rischi noti o emersi relativi a determinati tipi di prodotti, si applicheranno controlli rafforzati in tutta l’Unione. Se i prodotti non risulteranno sicuri, sarà più facile imporre restrizioni o divieti di commercializzazione;
•si crea un sistema di vigilanza più collaborativo in tutta l’UE, sostenuto da un unico insieme di regole coerenti;
•vengono uniformate le procedure di notifica dei prodotti pericolosi mediante una sinergia fra il sistema rapido di scambio di informazioni (Rapex) e il sistema di informazione e comunicazione per la vigilanza del mercato (Icsms).
Le proposte della Commissione passano ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio.
L’entrata in vigore del provvedimento è prevista per il 2015.
Che cosa cambierà per le Pmi?
Le piccole e medie imprese hanno un ruolo indispensabile nell’economia europea, ma le formalità amministrative generate dai controlli della vigilanza del mercato spesso risultano comparativamente più onerosi per loro che per le grandi aziende.
Le proposte legislative adottate dalla Commissione non rendono meno sicuri i prodotti fabbricati o distribuiti dalle Pmi.
Introducono però un insieme semplificato e coerente di norme per facilitare l’adempimento degli obblighi, soprattutto da parte delle piccole imprese.
Fonte: Eureka, la rivista delle imprese Eurogroup
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