Fonte: Italiastartup
Il decreto ha aperto un mondo. Un mondo di possibilità, di sfide, di nuove opportunità e – in alcuni casi- anche di domande. Tra definizioni di startup, articoli e autocertificazioni qualche dubbio è normale che sorga vista la novità della materia. Abbiamo così deciso di raccogliere in un post le domande di alcuni startupper, i dubbi più comuni collegati al decreto e qualche consiglio per aiutarvi nei primi mesi post decreto. Sono domande concrete che ci avete rivolto in questo ultimo mese via mail, attraverso Facebook e Twitter e che vogliono rispondere a chi sta premendo sull’acceleratore per fare crescere il proprio progetto nel 2013. Sono domande reali che abbiamo steso con l’aiuto di Marco, Alessandro, Stefano e altri startupper che stanno dando il massimo nei rispettivi campi e con la collaborazione di Andrea Messuti e Giorgio Sorci di LCA – Lega Colucci e Associati. In quest post abbiamo raccolto le più frequenti dando loro delle risposte chiare e precise. Se vi sono rimasti dubbi o non avete trovato la risposta che cercavate allora alzate la mano e scriveteci. Faremo il possibile per chiarire ogni vostro dubbio aiutandovi a fare volare in alto le vostre idee.
“Come faccio a capire se la mia startup rientra nella definizione di startup innovativa? Che figure mi possono aiutare a capire se rientra nei parametri?” Marco Piroi, fondatore di Inno.vìe e ideatore di FLOOTTA
La tua società, per rientrare nella definizione di “start up innovativa”, deve essere una società di capitali non quotata in borsa e deve possedere i seguenti requisiti: a) i soci, persone fisiche, detengono al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi, la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria dei soci; b) è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 4 anni; c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia; d) a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro; e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili; f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; g) non è stata costituita da una fusione, da una scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.
Inoltre è richiesto che sia posseduto almeno uno tra seguenti requisiti: 1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 20 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo (incluse le spese per il business plan) sono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. 2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero; 3) sia titolare o depositario o licenziatario di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.
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