lunedì 21 gennaio 2013

Il 21% delle multinazionali verso il Brasile

(Fonte: ICE - Istituto Commercio Estero )

Il Brasile resterà un importante polo di attrazione per gli investimenti esteri nei prossimi 12 mesi. Perlomeno il 21% delle imprese multinazionali pianifica di investire in differenti aree dell’economia brasiliana. I più interessati ad ampliare la presenza nel Paese sono gli spagnoli, gli americani e gli argentini, secondo l’International Business Report (IBR) 2012, divulgato dalla società di consulenza (Grant Thornton).
Nella ricerca, il Brasile si è messo in evidenza come polo di intenzioni di ampliamento degli investimenti grazie alle opere di infrastruttura previste in funzione dei Mondiali di calcio del 2014, dei Giochi olimpici del 2016, dello sfruttamento del petrolio nello strato del pre-sale e della crescita della capacità di consumo della nuova classe media brasiliana.
Se le imprese, a livello globale, puntano sulla strategia di investire nei paesi emergenti nel prossimo futuro, la fiducia dimostrata dagli imprenditori di questi paesi nei confronti della propria attività si mostra ancora più forte. Secondo la relazione, il 34% delle imprese delle principali economie emergenti (Brasile, Cina, India, Russia e Messico) si mostra ottimista in relazione agli affari nei prossimi 12 mesi, mentre nei paesi definiti ''maturi” (Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti), appena il 3% dimostra la stessa fiducia.
Nei paesi emergenti, il 79% delle imprese spera di fatturare di più nei prossimi 12 mesi e il 68% che anche i profitti siano maggiori. Questi numeri sono ben più modesti presso gli imprenditori ''maturi”, con il 35% e 19% rispettivamente.
Questo atteggiamento aiuta a spiegare perché, nella lista dei 10 paesi più ottimisti, secondo la relazione della Grant Thornton, otto siano emergenti, tra cui il Peru (il 91% delle imprese crede in risultati migliori nel prossimo periodo), Cile e Messico (il 78% in entrambi i paesi), in India (68%) e in Brasile (66%). Insieme alla relazione, l’impresa di consulenza ha reso noto l’Indice delle Opportunità nei Mercati emergenti, secondo il potenziale di attrazione degli investimenti. Il ranking prende in considerazione elementi come la dimensione dell’economia, la popolazione, la ricchezza, l'integrazione nel commercio globale, le prospettive di crescita e livelli di sviluppo.
Nell’Indice, la Cina rimane al primo posto, grazie ai tassi di crescita e al grande mercato interno. L’India, che appare al secondo posto, beneficia di proiezioni di forte crescita nel medio periodo oltre ad avere, come la Cina, una grande popolazione, potenziale mercato per il futuro. La Russia appare in terza posizione, mettendosi in evidenza per l’elevato Pil pro-capite e per le esportazioni, principalmente commodities.
Il Brasile ha scalato una posizione dal relazione all’indice del 2010, superando il Messico e assumendo la quarta posizione, grazie alla forte crescita del Pil registrata nel 2010 e nel 2011.
Turchia e Indonesia completano la relazione dei primi sette, che, secondo la ricerca, dovranno rispondere per il 45% della crescita globale nei prossimi 5 anni.

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