mercoledì 28 agosto 2013

World Investment Report 2013


Pubblicato sul sito: Newsmercati.com

Nel 2012, per la prima volta nella storia, le Economie in via di sviluppo hanno assorbito più investimenti dei Paesi economicamente avanzati con 4 Paesi in via di sviluppo nei primi 5 posti della classifica mondiale per attrazione di IDE. Anche a livello di flussi di investimenti in uscita cresce il ruolo delle Economie in via di sviluppo che rappresentano oggi un terzo del totale (e il trend è destinato a consolidarsi nei prossimi anni). Gli IDE crescono in Africa e America Latina Nel 2012, ben 22 dei 38 Paesi sviluppati hanno registrato una riduzione degli investimenti esteri in uscita. E gli IDE in entrata sono diminuiti del 32% a un livello pari a quello raggiunto 10 anni fa. L’Unione Europea è responsabile dei due terzi della caduta. L’Africa ha incrementato del 5% gli investimenti esteri in entrata (in particolare nell’industria estrattiva, ma anche nel manifatturiero e nei servizi all’industria). Gli investimenti esteri diretti verso le economie emergenti asiatiche sono diminuiti del 7%, anche se rimangono a livelli piuttosto sostenuti grazie in particolare ai paesi come Cambogia e Vietnam che hanno ancora bassi costi del lavoro. In America centrale e nei Caraibi la riduzione è stata del 2%, mentre in America Latina gli IDE sono cresciuti del 12%. I Paesi Brics (Brasile, USA, Cina, India e Sudafrica) continuano ad essere le principali fonti di investimenti esteri tra le economie emergenti. Gli investimenti di queste 5 economie sono passati dai 7 miliardi di dollari del 2000 ai 145 miliardi del 2012. Trend delle politiche di investimento Negli ultimi anni si sono manifestate nuove criticità e nuove sfide a livello globale (crisi finanziarie, problematiche alimentari e ambientali, forti squilibri nella redistribuzione della ricchezza…) che stanno modificando le tradizionali politiche economiche, fiscali, monetarie e di supporto agli investimenti. Le crisi finanziarie hanno accresciuto il ruolo dei governi nell’economia sia nei paesi avanzati sia in quelli emergenti. I problemi hanno assunto una dimensione planetaria che nessun paese da solo è in grado di gestire e risolvere. Per superare la crisi e accrescere la produttività i governi sono impegnati a: •definire nuovi sistemi di incentivi soprattutto a favore dei settori tecnologicamente avanzati •attrarre investimenti in grado di promuovere lo sviluppo sostenibile •difendere i propri sistemi industriali per contrastare il crescente fenomeno della disoccupazione (con conseguenti rischi di protezionismo) •privilegiare gli accordi di cooperazione a livello regionale o bilaterale piuttosto che a livello multilaterale.
World Investment Report 2013

Nessun commento:

Posta un commento